| | |
 

Storia / History

MONTE SPERELLO: UN INSEDIAMENTO RURALE TRA EVO ANTICO E MEDIOEVO.

Il 20 giugno 1858, a Monte Sperello, dice il Fabretti, “mentre i Massini e Angeletti miglioravano la strada poco lungi dalla Chiesina, rinvennero sei urne, una delle quali aveva un mascherone che mi sembrava Giove, l’altra di Medusa con serpenti in testa con iscrizione che sembrava etrusca… Le altre erano urne più piccole per cui si giudicavano una famiglia e si rinvennero in esse frammenti di ossi umani bene accomodati con la testa di femmina… In seguito ne rinvennero delle altre che io non viddi e non seppi cosa significassero”.
Come sovente accadeva, e accade ancora oggi visite le tante analoghe circostanze, il puro caso restituiva a Monte Sperello un pezzo importante del suo passato forse più remoto. Il ritrovamento delle urne e del “sepolcreto” è infatti la prova certa della presenza di un insediamento umano in loco fin dal periodo etrusco. Questa, con buona approssimazione, si può ascrivere al periodo compreso tra il IV secolo e i primi decenni del III avanti Cristo.
Le discrete potenzialità difensive offerte dalle sommità delle colline (la posizione dominante sulla piana di Magione permettevano un agile difesa) , la fertilità e la relativa facilità di messa a coltura dei terreni immediatamente ai piedi di esse, la presenza di un “serbatoio alimentare” per quello che concerne la fauna ittica, come il Lago Trasimeno, erano elementi non certo trascurabili per chi avrebbe voluto insediarsi nella zona.

Dopo la conquista Romana dell’intera penisola italiana le necessità difensive scemarono e comparse un insediamento rurale sparso con le fattorie in prossimità o al centro dei campi da lavorare.

Monte Sperello, pur con un passato di diversi secoli, si affaccia verosimilmente al medioevo come un centro di piccole dimensioni e, forse, con una crisi d’identità abbastanza acuta. Le invasioni barbariche e soprattutto la conquista longobarda riproposero con forza quelle esigenze difensive che l’età imperiale aveva fatto scemare quasi completamente.

Monte Sperello faceva parte della linea di difesa Bizantina contro l’attacco dei Longobardi messa a punto da parte dell’amministrazione militare di Perugia. Tal situazione conferirebbe una qualche ragione d’essere anche alla leggenda della fondazione di Monte Sperello da parte di Bernardo Montesperelli nel 608.

Con la costituzione dell’Impero carolingio, Monte Sperello divenne, quasi sicuramente, una proprietà imperiale, tant’è che nel 997 lo si vede donato da Ottone III al monastero benedettino di San Gennaro Di Campoleone, l’attuale Capolona vicino ad Arezzo.

Nel X secolo iniziava l’affermarsi del Comune cittadino, la consorteria nobiliare tendeva ad inglobare la feudalità, non in termini di conquista violenta ma pacifica. Questo ingresso non violento da parte della feudalità minore dette anche “sommissioni”, richiedeva contropartite materiali. Si cedono allora alla città alcuni beni che poi andranno a comporre una sorta di patrimonio originario della stessa e se ne trattengo altri che, proprio per la messa in comune dei precedenti, rimangono esclusivo appannaggio del proprietario il quale, spesso, continua ad esercitarvi signoria. Se si pensa ai MONTESPERELLI nel periodo a cavallo tra XI e XII secolo come componenti della piccola nobiltà rurale in ascesa e si tiene conto della rivendicazione avutasi nel 1200 di proprietà terriera comunale nella zona di Monte Sperello, diviene plausibile pensare all’ingresso di costoro nell’oligarchia cittadina tramite il meccanismo suddetto.

Si viene a creare tra la metà del secolo XIII e la prima del XV una sorta di crisi d’identità del centro di Monte Sperello che si esplica nel trovarlo definito a volte Villa e a volte Castrum. Questa situazione, abbastanza anomala, doveva sanarsi sul finire del secolo XV quando, dopo la denominazione di Castrum nel 1439 e quella generica di locus nel 1456 e nel 1469, che forse sta proprio ad indicare l’anomalia della realtà insediativa di Monte Sperello, si opterà, sul finire del secolo, per quella di Castrum, pur mantenendo lo stesso “assetto urbano”.

MONTE SPERELLO, nella continuità insediativa che lo ha caratterizzato e la relativa possibilità che la scarsa documentazione di cui si è potuto disporre ha offerto per ricostruirne la storia, sembra essere un esempio palese, di come molto spesso anche nuclei abitati di dimensioni ridotte abbiano alle spalle diversi secoli di storia. Essi si sono spesso dimostrati in grado, autonomamente o per l’azione di forze esterne, di adattarsi alla fase congiunturale del momento, riuscendo in qualche modo a resistere a quelle “tempeste” che non sempre le stesse città hanno saputo fronteggiare.

Richiesta Informazioni
Request Information

Nome/Name
Cognome/Surname
Telefono/Phone
E-Mail
Messaggio/Message
Montesperello
 

EOS S.a.s. di Napoli M. e C. - Via Umberto Fracassini n. 2 - 06129 Perugia - Partita IVA 02699980542